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Visualizzazione dei post con l'etichetta i grandi classici

I Grandi Classici: Quei Bravi Ragazzi

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Questo è uno degli imperdibili film di Martin Scorsese. Appassionato. Di vivida immaginazione. Imprevedibile. Divertente. Drammatico. Si tratta di un altro suo film vergognosamente dimenticato al momento degli Oscar, e che ora viene decantato come capolavoro. Il film è perfetto. Che vi faccia orrore quello stile di vita o odiate la violenza, siete per la pace del mondo, non importa a nessuno! Non potrete mai negare il virtuosismo in atto in Quei bravi ragazzi . È il film più viscerale di Scorsese e un degno pretendente al titolo di miglior film sulla Mafia mai fatto insieme a Il Padrino.  

I Grandi Classici: Nuovo Cinema Paradiso

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Il regista siciliano Giuseppe Tornatore ci sorprende con qualcosa che ha dello straordinario, con questa favola sentimentale tra un giovane uomo e i film, la storia di amicizia tra il saggio, sardonico proiezionista Alfredo e l’audace monello Salvatore che ama intrufolarsi nella cabina di proiezione.  Ambientato in un polveroso e povero paesino siciliano durante la Seconda Guerra Mondiale,  questo bellissimo film è infarcito di momenti tra i più grandi del cinema, con la sua sintassi lirica di una storia d’amore; vediamo la trama crescere insieme a Salvatore, passando da momenti amari a momenti più dolci.  Non una falsa nota si leva tra le assolate ambientazioni siciliane, le interpretazioni raffinate e divertenti, una colonna sonora magnifica. Filtrata attraverso gli occhi sgranati di uno stupore fanciullesco, la pellicola tocca temi come affetto, nostalgia, comunità, storia e il potere del cinema nel trasportare l’uomo in un mondo dei sogni. Trascendendo ...

I Grandi Classici: I Segreti di Brokeback Mountain

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Probabilmente il miglior film di Ang Lee, un concentrato del lavoro abile e sottile già eseguito in precedenza dal regista, elevato ad un livello senza precedenti. Eccellente anche Jake Gyllenhaal , una presenza lugubre dagli occhi grandi e blu, che, paradossalmente, rende il film irresistibile per le ragazzine di tutto il mondo.  La vera rivelazione è Heath Ledger , nei panni del ferito e spesso brutale Ennis, il cui tormentato segreto costituisce la tragedia e l’estasi di questo film potente e commovente, uno studio brillante di quelle relazioni che potrebbero, ma non possono e che mai saranno. Consigliato, oltre perchè è un grande classico, anche perchè ci fa comprende come l'amore non conosca confini. 

I Grandi Classici: Lost In Translation

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Con il grande schermo dominato dai blockbuster e da commedie romantiche tutte uguali, è facile rimanere delusi dallo stato attuale del cinema. Ringraziamo allora il cielo per “Lost in Translation”, che in 97 minuti, ridona al pubblico la fede perduta nel medium. È un film che esplora i temi della felicità, del disinganno e della mercificazione, ma che non lascia senza una bella risata di pancia, né senza qualche momento molto toccante. Come un fulmine rinchiuso in una bottiglia, alcune scene di quest’opera vi faranno rizzare i capelli sulla nuca. Passando senza sforzo della commedia pura al film romantico e tenero, “Lost in Translation” è un trionfo per chi vi è coinvolto, sia davanti sia dietro la cinepresa. 

I Grandi Classici: Rain Man

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Tramonto. Charlie (Tom Cruise) ha rapito suo fratello, un uomo autistico (Dustin Hoffman) da una casa di cura specializzata. Sono bloccati nel deserto, e di colpo vengono circondati da un gruppo di criminali pericolosi. Charlie afferra la pistola. Sa che dovrà combattere per tirare fuori se stesso e il fratello d quel guaio. Si infila i Ray-Ban, la musica attacca… Se gli studio l’avessero sempre vinta, Rain Man sarebbe stato un film diverso. Avevano insistito perché questa scena d’azione fosse inserita in una delle riscritture della sceneggiatura, per mantenere più alto il ritmo. Ma del resto, se la produzione di Rain Man fosse dovuta andare davvero come previsto, sarebbe stato un film davvero diverso. Fortunatamente, gli studio non sempre riescono ad averla vinta. Rain Man, che alla fine ha vinto quattro Oscar, non sarebbe stato un tale successo senza il suo cast perfetto. In particolare, questo film segna il passaggio da star del cinema a vero attore per un intenso Tom Cruise....

I Grandi Classici: Edward Mani di Forbice

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Edward Mani di Forbice è una toccante e insolita favola, finora il film più creativo di Tim Burton. Una delle tante idee geniali di Burton in questo film deliziosamente strano è quella di aver accordato attori e personaggi in maniera anomala nel mondo di sogni che descrive. Mr. Johnny Depp è la sorpresa più grande: riesce a creare un personaggio intrappolato nel suo corpo incompleto, trasmettendo in maniera accurata la frustrazione di Edward senza usare troppe parole, il suo viso pallido coperto di cicatrici mostra la pena nello scoprire che perfino il tocco più gentile, con le sue lame alla Freddy Kruger, può provocare dolore. Sia le scenografie che la storia sono superbe, ma la vera gioia viene dalla recitazione, in particolar modo quella di Depp.  Non lo avete visto? Forza! Cosa aspettate?

I Grandi Classici: C'Era Una Volta Il West

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Sergio Leone non ha voluto limiti, per questo monumentale film. Si apre con una citazione di Mezzogiorno di fuoco , con tre pistoleri inespressivi in attesa di un treno, e Leone riempie quello che dovrebbe essere un tempo morto sullo schermo in un frenetico crescendo di suspanse (con la mitica colonna sonora di Ennio Morricone in sottofondo) che si rivela quando un granitico Charles Bronson entra in scena, circondato da un’aura brillante, per affrontare i killer in una manciata di secondi in cui esplode l’azione. Il regista dimostra che è possibile onorare la tradizione del Western portando la qualità artistica a un livello finora mai raggiunto nel genere. In effetti, nessuno è mai riuscito a realizzare un Western migliore. Punto. 

I Grandi Classici: La Bella E La Bestia

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Un musical che annunciò il ritorno di Disney alla sua forma classica, e che divenne il primo film d’animazione a ottenere una nomination come Miglior Film agli Academy Awards. Se “La Sirenetta” era stato un indizio del fatto che Disney era di nuovo una forza con cui confrontarsi, “La bella e la bestia” è stato un annuncio roboante e possente del fatto che la casa di Walt era di nuovo tra le grandi. La chiave per realizzare questa nuova versione della classica fiaba è nel modo in cui i suoi creatori si sono avvicinati al materiale di base. Lo studio ha ingaggiato Linda Woolverton, sceneggiatrice che ha scelto di dare un taglio molto “anni 90” alla storia. Per raccontare della bella che si innamora della bestia, è stata creata Belle, un’eroina femminista molto più definita delle precedenti protagoniste femminili di Disney. La sceneggiatrice ha anche riversato le manie dei suoi ex nell’antagonista, il vanitoso Gaston. Il risultato è esilarante!!!

I Grandi Classici: Ladri Di Biciclette

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Ispirato a un romanzo di Luigi Bartolini, Ladri di biciclette è un prodotto dei suoi tempi, dove la disoccupazione, la povertà e l’impossibilità della sconfitta erano all’ordine del giorno. Tuttavia, nonostante le sue ramificazioni politiche, il suo fascino rimane tutt’ora la storia umana che ne costituisce il cuore, quella della fiera determinazione di un padre di sostenere la sua famiglia e del crollo della fiducia di un figlio nel suo eroe. Enfatizzando l’assurdità e il fatalismo della vita quotidiana, Vittorio De Sica si domanda se sia giusto applicare soluzioni moderne ai problemi della società. Il regista sottolinea continuamente l’impotenza del socialismo, mostrando il suo protagonista che viene minacciato da gente che se ne lava le mani e sfrutta la miseria del prossimo a proprio favore.  Un film che consiglio ai giovani e ai meno giovani perchè porta a riflettere anche sulla nostra epoca. 

I Grandi Classici: Precious

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Tratto dal romanzo “Push” della scrittrice e poetessa Sapphire, questo film ha molto più da dire, fin dall’inizio, della maggior parte dei piccoli film indipendenti. E anche detto questo, non c’è molto che possa prepararvi alla sua pura potenza e al suo viaggio verso l’accettazione di sé e la speranza. Lee Daniels è riuscito a mettere insieme qualcosa che non sembrava davvero possibile. Il pubblico viene subito messo alla prova con un’eroina difficile anche da guardare, tanto dolorosamente estremi sono il suo dolore, la sua disperazione ed anche la sfortuna. Ma quasi subito, si entra nella sua testa, condividendo le sue fantasie di essere la spettacolare e idolatrata star di un evento esclusivo. Si trasale alla sua cotta destinata al fallimento, al modo in cui viene maltrattata, alle dimensioni dell’odio che prova per se stessa quando si immagina come una ragazza bionda e magra. Non molto dopo, ci si ritrova pienamente identificati con lei, facendo appieno l’esperienza della sua vit...

I Grandi Classici: L'Ultimo Dei Mohicani

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Il commovente e meraviglioso film di Michael Mann comprende un antico splendore nel racconto, vantandosi dei suoi grandiosi principi di eroismo e carattere, oltre che azioni roboanti. È si la storia di una guerra coloniale, con tanto di combattimenti corpo a corpo contro nativi ostili, sullo sfondo di una natura selvaggia, ma al centro c’è una commovente storia d’amore che, con tutto il suo feroce romanticismo, ci atrriva sempre come qualcosa di assolutamente autentico. Questo film riesce a vivere con successo una doppia vita. È evasione pura, eroismo tradizionale e potente. Eppure è anche realistico, con un certo tono di sfida, imbevuto di convinzioni fino all’ultimo istante. Si potrebbe definire la fantasia più realistica mai fatta. 

I Grandi Classici: Apollo 13

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Carissimi amici, eccoci di nuovo con la rubrica “I Grandi Classici”.  Oggi parliamo del film di Ron Howard “Apollo 13” . Non si possono negare la potenza e l’euforia che scorrono nel cuore di questo eccellente dramma dal taglio documentaristico in cui Ron Howard racconta l’incredibile storia dello sfortunato terzo atterraggio sulla Luna della NASA nel 1970. Tom Hanks interpreta Jim Lovell, comandante dell’Apollo 13, il cui sogno di mettere piede sulla Luna venne crudelmente spazzato via da un incidente tre giorni dopo l’inizio della missione. Un problema ai serbatoi d’ossigeno a bordo causò un’esplosione che lasciò la nave bloccata e mise i tre astronauti, Jim, Fred e Jack a rischio di non tornare a casa. Da questo intrigante materiale, Howard è riuscito a costruire una storia dinamica e angosciante, che tiene incollato allo schermo anche chi sa già come andò a finire. Il ritratto determinato e duro di Hanks è il fulcro intorno a cui orbita il resto del cast, ma questo è u...

I Grandi Classici: Ben Hur

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In un’epoca di kolossal cinematografici, “Ben Hur” venne creato deliberatamente per essere il più grande e il migliore film di tutti. Il produttore passò cinque anni a progettare il tutto, al costo mai tentato di 15 milioni di dollari. Il film avrebbe contenuto la più costosa sequenza d’azione mai realizzata , mentre tra i suoi 300 ambienti ci sarebbe stato il set più grande mai costruito . Un altro record sarebbe stato quello dei 365 ruoli parlati, di cui 73 nei titoli. Wyler era così determinato a superare DeMille da scegliere addirittura il Mosè de “I dieci comandamenti” fatto dal regista del 1956 per interpretare il protagonista. Questo rischio è stato ripagato perchè il film è diventato uno dei maggiori incassi di sempre e ha ottenuto l’inaudito numero di 11 Oscar (raggiunto in seguito solo da Titanic e il Ritorno del Re).

I Grandi Classici: Blade Runner

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Alla World Science Fiction Collection del 1992, “Blade Runner” fu votato come terzo miglior film di fantascienza dopo Star Wars e 2001: Odissea nello spazio. Ciò che i tre titoli hanno in comune è la loro influenza. Mentre i più accaniti dibattono ardentemente sui meriti delle diverse versioni, i meno devoti traggono piacere dalla semplice visione di qualsiasi versione del film, ammirando la sorprendente potenzialità della produzione: la luce polverosa che penetra tra le veneziane, la pioggia che batte, illuminate alle spalle, i colori caleidoscopici. Questo film ha riscritto le regole della fantascienza, alterandone per sempre l’aspetto. Da vedere. 

I Grandi Classici: Urla Del Silenzio

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Il tempo non ha scalfito la potenza di questo film. Il regista, Roland Joffè, penetra gli orrori della Cambogia, quando durante il dominio di terrore di Pol Pot negli ultimi anni 70 fece conoscere la morte a tre milioni di persone. E lo fa attraverso la relazione in presa diretta del reporter americano Sydney Schanberg e della sua guida cambogiana Dith Pran. I loro sforzi personali nel portare al mondo qualche notizia sulle gratuite uccisioni dei Khmer Rossi vengono dipinte con una chiarezza brillante e sconvolgente dalla itinerante cinepresa di Joffè. Un risultato di una potenza straordinaria e probabilmente la pellicola inglese più coraggiosa finora realizzata. 

I Grandi Classici: Amores Perros

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Il film si apre nel caos, mentre Octavio e un suo amico si allontanano in macchina da un combattimento tra cani con il loro esemplare ferito sul sedile posteriore e dei nemici all’inseguimento, e poi salta indietro, avanti e lateralmente allo stesso tempo. Il meccanismo è rischioso, ma le storie individuali, che si intrecciano con realistico disordine, sono così affascinanti che non si può non seguire il film finché tutto non diventa chiaro. Non ci sono molti scontri tra cani, ma gli animali in contrasto servono a mostrare le diverse e disperate situazioni dei tre protagonisti. Girato, scritto e interpretato in modo geniale, è cinema di prima categoria, spaventoso e tenero, duro e lirico. 

I Grandi Classici: Butch Cassidy

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Per “I Grandi Classici”: Butch Cassidy (1969). Prima di diventare un saggista, alla fine degli anni '60, William Goldman vinse un Oscar per una sceneggiatura sui leggendari fuorilegge Butch e Sundance, con toni non tanto revisionisti quanto con i toni delle fotografie color seppia. La divertente sceneggiatura unisce alla storia una forte indulgenza, risultando in un Western deciso a reinventare il West non come originale, ma come desiderato dal pubblico. Paul Newman interpreta Butch, leader della famosa banda del Buco nel Muro e visionario rapinatore di banche. Robert Redford , la cui presenza è sancita dai famosissimi primi piani del regista G. R. Hill, assume la natura buona del pistolero più veloce del West, fissando dall’alto la telecamera ed esaltando, sia a livello comico che serio, la figura di Newman. Katherine Ross è raggiante come figura alle spalle, e spesso al centro, dei due fuorilegge, suscitando un interesse romantico, fisico e mentale nei nostri due eroi...

I Grandi Classici: C'Era Una Volta In America

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Il film a cui più spesso viene paragonato è ovviamente Il Padrino . Hanno degli aspetti in comune: sono entrambi epici e incredibilmente lunghi. Entrambi parlano di immigrati e di come la povertà spinga verso la criminalità. Muovendosi tra gli stilemi dei gangster movie, Sergio Leone va a investigare uno degli aspetti più profondi ed enigmatici del tempo, l’identità e l’affidabilità della memoria. E lo fa con incredibile capacità tecnica. Mentre “Il Padrino” offre delle certezze e una confortante conclusione drammatica, C’era una volta in America regala un profondo mistero. Resta in mente a lungo, e i suoi significati cambiano, come un ricordo lontano o un sogno in parte dimenticato. 

I Grandi Classici: Changeling

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Clint Eastwood è americano in tutto e per tutto e i suoi ultimi lavori mostrano una somiglianza con quelli di un altro grande maestro americano, il pittore Edward Hooper. Come Hooper, Eastwood mostra un’economia di stile che sborda nel pop, pur restando fermamente classica. In questo caso, ciò che inizia come un mystery-thriller ben presto inizia a prendere dei risvolti devastanti, puntando al noir, immergendosi nell’oscurità e nell’orrore ed esplodendo in un dramma da tribunale con un climax ritmato e intenso. Riuscendo a gestire il tutto da vero professionista quale è.  Ecco un altro favoloso dramma offertoci da un uomo i cui film, in contrasto con quelli dei suoi coetanei non riescono a far altro che migliorare. Un thriller affascinante quanto adulto: Changeling.

I Grandi Classici: E.T.

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E.T. è stato per anni un progetto caro a Steven Spielberg. Il successo de “I Predatori Dell’Arca Perduta” lo aveva lanciato a Hollywood, ma per lui questo non era abbastanza. La sua acclamata favola aliena poteva essere, secondo il suo parere, un film molto più personale. È facile capire perché il regista sia così affascinato da E.T., l’archetipo amico alieno che non è solo reale ma che può usare la telecinesi, e la cui sopravvivenza dipende dall’amore e dall’empatia di un bambino, perché gli adulti sono troppo concentrati su loro stessi, troppo occupati, troppo cresciuti per accorgersi di lui. Tra i suoi tanti punti di forza, la recitazione dei tre bambini è straordinaria. Lodi assolutamente mirate sono state dedicate a Henry Thomas nei panni di Elliott, il cui legame con E.T. è talmente forte da permettergli di percepire le emozioni dell’alieno e di soffrire mentre muore. Ma anche Robert MacNaughton, nei panni del fratello maggiore Michael, si rivela un attore di talento e, ovv...